Ho messo insieme alcune regole che potrebbero aiutarvi se appartenete a quella categoria che abitualmente boicotta se stessi:
1. Non parlare mai male di te stesso.
2. Non attaccare ciò che fai. Se non ti piace cambialo, ma non attaccarlo.
3. Usa un vocabolario positivo circa le cose che fai o che farai.
4. Impara a farti ascoltare: tutto ciò che otterrai avverrà attraverso la comunicazione.
5. Fidati del tuo sesto senso e di chi credi ti ami veramente.
6. Sei il capo. I problemi si fermano alla tua scrivania. Se non impari cose nuove sei morto. Impara.
7. Mollare un’impresa in cui ti sei imbarcato non è necessariamente sinonimo di fallimento. Lo è solo se molli per risolvere lo stress del momento attuale. Non lo è se lo fai perché sulla lunga distanza l’insuccesso è sicuro o non te la senti di pagare il conto.
8. Nessuno ti tormenta: l’unico eventuale carnefice di te stesso potresti essere tu. Licenziati.
9. Le alternative si cercano quando non si ha il problema di cercare alternative. Quando il problema arriva è troppo tardi. Panico e stress ti faranno prendere cattive decisioni. Anticipa la ricerca e lo studio di alternative. I risultati saranno di gran lunga migliori.
10. Molla quello che non ti interessa, non riuscirai a fare tutto.
Puoi fare ed essere quasi tutto. Credimi: quasi tutto.
Non è facile demagogia o motivazione da manualetto americano: per questo aggiungo “quasi”.
Ma la leva per aumentare la portata del tuo fiume, quando senti che le energie devono fluire in abbondanza, si chiama “fede”.
Io ho avuto fede in un progetto lavorativo che mi portava verso un’azienda che stimavo e che mi appassionava.
Eppure il mio primo lavoro doveva essere quello di vendere software per le amministrazioni pubbliche.
Mollato.
E, riconcentrato sullo scopo, mi sono buttato nel tessile.
Poi una sbandata, e vendevo condizionatori.
Mollato. La fede mi portava nuovamente verso quel progetto.
E finalmente, dopo decine di curriculum, passaparola, networking, chilometri, ho avuto una chance.
Magari piccola, ma una chance di entrare in contatto con quel mondo a cui ambivo. Non sono entrato dalla porta principale con molti onori.
Anzi , ricordo la frase prima della firma del contratto: “Sappi che qui non diventerai mai dirigente”.
Ma la fede mi diceva che stavo remunerando la mia passione e che nel lungo termine avrei vinto la scommessa.
Nel breve lo stress mi diceva di mollare.
Ma, come scritto, mai mollare perché non si sopporta lo stress a breve. Molla se non sopporti lo stress a lungo, se non ci vedi il senso.
La mia scommessa è vinta. E potrei anche fermarmi qui.
Ma intanto altri progetti affiancano i vecchi e rinfrescano la passione.
Non c’è nulla di nuovo in quello che vi dico.
Non c’è nulla di speciale nelle parole che leggete.
Allora decidete.
Se non vi fidate di voi, di chi vi fiderete?
1. Non parlare mai male di te stesso.
2. Non attaccare ciò che fai. Se non ti piace cambialo, ma non attaccarlo.
3. Usa un vocabolario positivo circa le cose che fai o che farai.
4. Impara a farti ascoltare: tutto ciò che otterrai avverrà attraverso la comunicazione.
5. Fidati del tuo sesto senso e di chi credi ti ami veramente.
6. Sei il capo. I problemi si fermano alla tua scrivania. Se non impari cose nuove sei morto. Impara.
7. Mollare un’impresa in cui ti sei imbarcato non è necessariamente sinonimo di fallimento. Lo è solo se molli per risolvere lo stress del momento attuale. Non lo è se lo fai perché sulla lunga distanza l’insuccesso è sicuro o non te la senti di pagare il conto.
8. Nessuno ti tormenta: l’unico eventuale carnefice di te stesso potresti essere tu. Licenziati.
9. Le alternative si cercano quando non si ha il problema di cercare alternative. Quando il problema arriva è troppo tardi. Panico e stress ti faranno prendere cattive decisioni. Anticipa la ricerca e lo studio di alternative. I risultati saranno di gran lunga migliori.
10. Molla quello che non ti interessa, non riuscirai a fare tutto.
Puoi fare ed essere quasi tutto. Credimi: quasi tutto.
Non è facile demagogia o motivazione da manualetto americano: per questo aggiungo “quasi”.
Ma la leva per aumentare la portata del tuo fiume, quando senti che le energie devono fluire in abbondanza, si chiama “fede”.
Io ho avuto fede in un progetto lavorativo che mi portava verso un’azienda che stimavo e che mi appassionava.
Eppure il mio primo lavoro doveva essere quello di vendere software per le amministrazioni pubbliche.
Mollato.
E, riconcentrato sullo scopo, mi sono buttato nel tessile.
Poi una sbandata, e vendevo condizionatori.
Mollato. La fede mi portava nuovamente verso quel progetto.
E finalmente, dopo decine di curriculum, passaparola, networking, chilometri, ho avuto una chance.
Magari piccola, ma una chance di entrare in contatto con quel mondo a cui ambivo. Non sono entrato dalla porta principale con molti onori.
Anzi , ricordo la frase prima della firma del contratto: “Sappi che qui non diventerai mai dirigente”.
Ma la fede mi diceva che stavo remunerando la mia passione e che nel lungo termine avrei vinto la scommessa.
Nel breve lo stress mi diceva di mollare.
Ma, come scritto, mai mollare perché non si sopporta lo stress a breve. Molla se non sopporti lo stress a lungo, se non ci vedi il senso.
La mia scommessa è vinta. E potrei anche fermarmi qui.
Ma intanto altri progetti affiancano i vecchi e rinfrescano la passione.
Non c’è nulla di nuovo in quello che vi dico.
Non c’è nulla di speciale nelle parole che leggete.
Allora decidete.
Se non vi fidate di voi, di chi vi fiderete?
2 commenti:
i punti 5, 9, 10, sono molto importanti d atnere in mente edobbiamo includerli nel nostro personal bags, thaks sebastiano, di averceli ricordati!
Hai posto un quesito che ho sempre ritenuto essere "mio"! Che strana sensazione leggere i "propri" pensieri scritti da altri!
Comunque complimenti, ti leggo sempre molto volentieri.
Posta un commento