Il mio Blog e il mio sito diventano una sola cosa...www.sebastianozanolli.com

Ciao....il mio blog ed il mio sito diventano una sola cosa.

Da oggi, 17 Settembre 2009,

www.sebastianozanolli.com raccoglie tutto. Opinioni, spunti, strumenti, commenti, dati e date, appuntamenti, foto, files...

Insomma...questo blog che mi ha dato tanti amici e soddisfazioni cambia indirizzo....ma non cambia anima.

Ci mancherebbe...

Grazie per l'affetto. Davvero.

Sebastiano

mercoledì 14 maggio 2008

Incontri 2 / Senza destino

Il caffè è una bevanda furba.

Ti prende e ti molla come una belladonna.

Forse è per questo fascino che la mattina mi attira in uno dei due o tre bar che ho eletto a mia preventiva tappa di ristoro.

Il caffè ti lascia quel retrogusto di cose già fatte e quel sapore di impegni da portare a termine come se legasse con un filo di profumo le pagine della vita quotidiana.

Forse è per questo che
incontri le persone
che sono già scritte nel tuo diario
e loro incontrano te
,
un’altra figurina nell’album Panini di questo campionato di calcio esistenziale.

O forse sono io che cerco di completare l’album.

Ed è al caffè
che incontro questi tre ragazzi.


Il nome non lo so.

Si sono presentati

sibilando il loro appellativo

come si trattasse di una banalità,

un apostrofo,

una bustina di dolcificante dimenticata ed inutile.

Hanno visto l’auto con cui sono arrivato,
hanno pensato di parlarmi
mossi da un sentimento tra l’ammirato e l’invidioso.

L’auto è bella.

Bellissima per tre ragazzi di vent’anni o meno.

Loro hanno gli occhi rossi, un rosso che conosco bene.

“E’ tua?”.

“Beh” dico io, “ non esattamente, diciamo che la posso usare con comodo, ma non è tecnicamente mia. E’ dell’azienda per cui lavoro”.

Sono le 7.

E’ presto.

I tre sono assonnati ma nervosamente fibrillanti, stanno mangiando dei tramezzini e bevendo delle birre.

Sono le 7.

E’ presto per i tramezzini e le birre oppure è troppo tardi.
Dipende da come si guarda la notte.
E loro la notte l’hanno vista tutta.

“Come si fa ad avere una macchina così?” mi dice quello con l’aria più spavalda, tutto griffato da capo piedi, mentre mescolo il caffè.

“Credo che si debba avere un po’ di fortuna” taglio io.

Come posso, alle 7 di mattina,

partire con un sermone sul credere,

ipotizzare,

buttarsi su quello in cui credi,

sacrificare ciò che ti piace

ma non desideri davvero…

e poi se devo essere sinceri l’auto nel mio caso è davvero un frutto fortuito.

Non capisco nulla di auto né mi piace correre.
Sono ancora convinto che l’auto migliore che abbia mai posseduto sia una twingo summer del 1994.

“Già”, ripeto al capotrio “credo ci voglia fortuna”.

“Infatti” fa lui con grande consapevolezza e sottolineando l’affermazione con un sorso di birra sul boccone che sta masticando, “o hai culo oppure il culo te lo fanno gli altri”.

“Non è vero” dice il ragazzino della compagnia, magro, brufoloso e chino sul suo piatto:

“Il culo bisogna farselo se vuoi arrivare”.

Non deve essere il più quotato dei tre.

Il terzo, che mi sembra l’atleta del gruppo gli appioppa una sberla sulla nuca che lo zittisce:il terzo non parla.
Guarda e vigila.
Nel caso dubbio molla sberle.

Ha un futuro come area manager in alcune ex repubbliche sovietiche.

“Ma tu lavori nell’abbigliamento?” ricomincia il capo.

“Si, ma anche voi mi sembrate molto dentro al settore. Siete tutti marchiati” gli faccio eco.

“Diciamo che lavoriamo nel settore, ma solo di notte ” sghignazza sempre il solito.

“Compriamo in un negozio che apre solo di notte” continua, per farmi capire che hanno scelto un'altra prospettiva per affrontare la vita e il mercato.

Non ride nessuno.

Il buttafuori beve.

Il brufoloso tiene china la testa.

“Lavorare di notte stressa” gli dico a bassa voce, “li chiamano lavori usuranti, chi può di solito cambia, troppo rischio…”.

“ Ma che lavoro fai tu ?” mi incalza più rabbioso.

Spiego in poche parole e prima che finisca parte la domanda che aspettavo, “ e quanto guadagni?”.

“Sono affari suoi” dice il brufoloso:

Mi lancia una cima a rischio della propria nuca.

La prendo al volo.

“Secondo te quanto prendo?” dico io.

Spara cifre a casaccio.

“ Posso chiederti perché ti interessa quanto guadagno?”

“Ho più del doppio dei tuoi anni, non abbiamo una cosa che ci accomuni, non ci conosciamo, non sai chi sono, non hai nemmeno capito cosa faccio per vivere. A cosa ti serve questa notizia?”:

I suoi amici ridono.

Li guarda e ringhia.

“Ridete meno imbecilli, che senza di me siete su una strada”.

“Comunque sia il tuo padrone ti spreme come un limone per darti una macchina così, non avrai nemmeno il tempo per andare al cesso, ne ho visti ancora come te…”

Chissà perché gli ispiro tutto questo delirio,
anche se sul discorso del bagno non posso dargli del tutto torto.

Suona il suo cellulare, risponde e esce dal bar.

Rimaniamo in tre.

Un taciturno muscoloso e un adolescente tardivo.

Il secondo prova a scusarsi dell’invadenza astiosa del suo compagno.

Il taciturno ovviamente… tace ed esce a raggiungere il capo.

“Non dovremmo chiacchierare tanto” mi dice Brufolo.

“ E’ che lui è un insoddisfatto cronico”.

“Appena ha una cosa ne vuole un’altra e siamo qui alle sette di mattina come degli idioti a a farcela addosso quando passa la radiomobile”.

“Posso domandarti cosa ci fai qui con questi tipi ?“ gli chiedo.

“Boh. Non è che ci sia un motivo:

Sono cose che accadono.
Quando non hai le idee chiare tu,
qualcuno decide per te
e io non sono uno che decide
”.

“Arrivo” grida sottovoce.

“Lascia stare, offro io” dico.

Mi sorride tra l’acne che lo rovina, ringrazia e non mi da la mano. Non sembra abituato.

“Grazie capo, fai finta di niente” mi dice uscendo.

Raggiunge e ricompone il fantastico trio che riparte verso un destino poco romantico e molto sfumato di mezzitoni insulsi.

Una destinazione senza destino, mi verrebbe da dire.

Mi resta in mente il brufoloso.

Un novellino lasciato uscire senza avergli spiegato come si vive,

cosa si cerca,

dove si va,

come si fa a resistere alle sirene

del tutto facile,

qui,

adesso,

gratis.

Come si costruisce giorno per giorno e si usa quello che si ha.

Come si cerca di essere degni o come si cerca la dignità.

Come si cerca la felicità e come si dona.

La giornata è rovinata.

“Signorina, per favore, un altro caffè…forte, più forte possibile”.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

'..buttarsi su quello in cui credi,
sacrificare ciò che ti piace
ma non desideri davvero…'..Difficile da mettersi in pratica: a me pare che il sacrificio resti nel fare quello che non piace, perchè l'alternativa (quello in cui credi) è impossibile (quantomeno molto molto difficile) da realizzare. Come si fa? Grazie Sebastiano, complimenti per il post, me li sono immaginati quei ragazzi..! Un saluto, Alessandro, (26 anni, TV, ragazzo.. appunto)

Daniele ha detto...

..Rivedo in quel trio molti teenagers di oggi, li rivedo soprattutto tra i ragazzi delle nostre zone.
Attirati da un portafoglio gonfio, da una marmitta e da una camicia bianca.

Credo però che non ti devi rovinare la giornata Sebastiano qualora dovessi incontrarne altri, al pensiero di quante parole gli farebbe bene sentire da te che loro non ascolteranno.
Se ho capito bene sono teenagers..probabilmente almeno uno di loro nel giro di qualche anno 'metterà la testa a posto' come dice la Zia..probabilmente lo farà proprio il terzo brufoloso.
Magari fisserà degli obiettivi e prenderà la sua strada.

Insomma..Sarà che quegli anni li ricordo ancora piuttosto bene: sai talmente poco del mondo che ..ti aggrappi e ti lasci guidare..

A Salomone dissero.."anche questo passerà.."..passerà anche per loro, se lo vorranno.
Pera

Sebastiano ha detto...

Infatti...anche questo passerà...hai ragione...
Grazie a Pera...grazie ad Alessandro
s

Il video di presentazione di "Io, societa' a responsabilita' illimitata"

Un Video che vale : Last lecture di randy Pausch

- "Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri".