'Si potrebbe dire che gran parte della saggezza di vita
si basa sulla giusta proporzione
in cui dedichiamo la nostra attenzione
in parte al presente in parte al futuro,
in modo che l’uno non ci rovini l’altro.
Molti vivono troppo nel presente,
altri troppo nel futuro,
e raramente uno manterrà la giusta misura.
Coloro che, animati da una continua tensione,
vivono solo nel futuro
guardano sempre avanti
e corrono incontro con impazienza
alle cose che sopraggiungono
come alle sole che porteranno la vera felicità,
lasciando intanto passare inosservato
il presente
senza goderne,
assomigliando all’asino italiano di Tischbein,
con il suo fascio di fieno appeso davanti al muso
per accelerarne il passo.
Costoro vivono solo ad interim, fino alla morte.
La quiete del presente
può venire disturbata
al massimo dai mali in sé certi
e di cui è altrettanto certo il momento.
Ma questo genere di mali è assai raro,
poichè i mali o sono di per sè meramente possibili,
o semmai probabili,
oppure sono certi
ma il loro momento e’ completamente indeterminato,
come nel caso della morte.
Se vogliamo fissarci su questi due generi,
non avremo più un solo istante tranquillo.
Per non perdere la quiete
di tutta la nostra vita
badando a mali incerti ed indeterminati,
dobbiamo abituarci
a considerare i primi come se non giungessero mai
e i secondi come se non giungessero certo in questo momento. '
Soddisfazione = Risultato – Aspettative
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Perché, secondo me, alzare troppo le aspettative è dannoso nella ricerca e
nella gestione delle persone nelle organizzazioni
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1 mese fa
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