L’amico Sebastiano Zanolli invita a essere ottimisti, o meglio a cercare di costruire con ciò che abbiamo anziché fissarci su quello che manca. Ma, limitandomi all’ambito politico, fatico a sperare nel riscatto.
La nostra Italia martoriata, esiliata, “cavata” e cementata resterà, temo, come l’abbiamo ridotta – sì, anche noi, delegando magari in bianco a personaggi di levatura culturale nulla, oltre che di dubbia moralità. E passi per il banditismo: posso accettare un politico troppo furbo, non tollero uno ignorante. Perché gli ignoranti, come i perditempo, sono capaci di tutto, soprattutto dei maggiori disastri. E non ditemi che la cultura è inutile, sovradimensionata rispetto agli incarichi di un amministratore locale, che nessuno vuole una repubblica elitaria basata sul livello di scolarizzazione.
Il problema è che, fosse pure il consigliere comunale di un paese con trecento abitanti, esigo che sappia leggere e scrivere. Non come Gassman che recitava da attore il menù del ristorante, né come Baricco che ti infioretta perfino la lista delle spesa. Ma, cavolo, uno che si arrangi con la grammatica. Che non metta in documenti ufficiali “qui” invece di “cui”, che non si rivolga “ha loro” anziché “a loro”.
Perché scrivere è una delle prime cose che impariamo nella nostra vita; è il cardine. E se uno non sa mettere due parole una dietro l’altra, non possiamo fidarci di affidargli la pianificazione di un territorio, la gestione dei soldi di tutta la comunità, la costruzione di sogni collettivi che saranno per definizione degli errori da matita rossa – quando non orrori.
Se sei impreparato su aspetti basilari, non sei adatto a rappresentare nessuno, tantomeno te stesso. Come può interpretare la volontà del popolo colui che non sa neanche formulare le proprie idee? L’abc è l’alfabeto della sintassi politica, è come l’intonazione per il cantante lirico o la malta per il muratore: quando non ce l’hai e non la impari, non si può far finta che vada bene lo stesso.
Beppe Grillo punta sull’indegnità dei politici condannati in via definitiva. Ottimo. Le Iene attaccano i parlamentari inondati di coca – non quella con le bollicine – e che non conoscono il nome del Papa o dove si collochi il Burkina Faso. Perfetto.
Io propongo che gli aspiranti a cariche pubbliche vengano sottoposti a un test di grammatica elementare. Le parole sono importanti. Quelle che si dicono e quelle che si tacciono.
Obietterete: basta la sostanza. Ma le parole sono l’avanguardia di un mondo! E dietro quelle di tanti politici, fateci caso, non si nasconde nulla tranne il vuoto che le genera.
Alessandro Zaltron
http://www.alessandrozaltron.com/
Soddisfazione = Risultato – Aspettative
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Perché, secondo me, alzare troppo le aspettative è dannoso nella ricerca e
nella gestione delle persone nelle organizzazioni
The post Soddisfazione = Risu...
1 mese fa
1 commento:
Grazie Alessandro, io proporrei anche un test di storia e geografia...non dico mondiale ma almeno europea o solo italiana. Come andrebbe?
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